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FUGGE IL MARE AL MARE”: anche in questa seconda raccolta di poesie il mare è il mio alter ego, l’elemento della natura in cui più mi riconosco e identifico perché ci assomigliamo, nelle notti piene di stelle quando la navigazione è serena, ma anche durante le tempeste con il vento che soffia impetuoso e le onde che si rincorrono esauste.

“…Ma è il mare stesso simbolo della vita, tra bonacce insicure e travolgenti mareggiate fino alle tempeste che tutto sconvolgono. Tutto lo sviluppo della silloge è sull’onda portante del suono e del moto del mare: strada su cui corrono le vite di chi si avventura verso un oltre, un’altra riva in cerca di un mondo impossibile ma pur cercato, distesa insondabile da attraversare seguendo le rotte della speranza e in cerca anche del proprio essere e dell’affermazione della propria dignità, spesso tradita nei luoghi di origine e disattesa in quelli di arrivo… Tra echi di adii e preghiere del cuore, insieme ad un’atmosfera di vaga malinconica riflessione sulla vita ed i suoi travagli, si dispiega la riflessione poetica dell’Autore che ricerca, anche tra i suoi ricordi, il luogo dell’approdo sicuro, quello nel quale va a deporre l’attrezzatura il pescatore in cerca di rifugio, riposo se non oblio…”

Giovanni Maria De Pratti

Questa pubblicazione è stata realizzata con il contributo del Premio Hombres itinerante organizzato dall’Associazione Hombres in quanto la raccolta si è classificata al primo posto della XII edizione del Premio 2016.

“LA MEMORIA DEL MARE”: è il titolo che ho scelto per la mia prima raccolta di versi ma, soprattutto, di sentimenti ed emozioni che partono dal cuore dove custodisco l’amore profondo che mi lega a quella terra in cui sono nati i miei genitori: due isole, l’isola di Lussino e l’isola di Cherso, situate nell’Adriatico settentrionale e che l’Italia, dopo la seconda guerra mondiale, con il Trattato di Parigi del 1947, è stata costretta a cedere alla Jugoslavia. I miei versi vogliono essere un atto di amore e di gratitudine alle persone più care che in quel piccolo fazzoletto di terra sono nate, hanno vissuto e sofferto con coraggio e dignità e alle quali devo il legame profondo con quei luoghi che abitano da sempre negli spazi sterminati del cuore.

“… È il dramma dei profughi, del rimpianto, della smarrita ricerca di una nuova patria a colorare questi versi scritti in Liguria traguardando l’Istria, la patria mitica che Rita Muscardin, nata in esilio, ha fatto propria – con maggiore intensità che se vi avesse realmente visto la luce – attraverso il racconto dei suoi genitori, del padre soprattutto , al quale non a caso è dedicata la prima poesia di questa raccolta, enucleata, sì, in singole composizioni ma tutte inanellate indissolubilmente l’una all’altra come grani di un rosario. Quando era stato possibile fare ritorno al Quarnero, sul “caiccio” governato dal padre, che per quarant’anni aveva percorso il mare seguendo una tradizione di famiglia, Rita aveva scoperto l’incanto perduto di Cherso, di Lussino, di Ustrine e Neresine, le “piccole patrie” che in queste poesie rimpiange ed esalta con accenti foscoliani: Zacinto si specchia nelle stesse acque che, fin da bambina, aveva imparato a conoscere e ad amare sotto la sferza della bora, nell’accensione dei tramonti, nelle lunghe notti stellate…”

Silvio Riolfo Marengo

“SOLO L’AMORE RESTA” : è il titolo che ho scelto per questa mia prima raccolta di racconti. Sono undici storie scritte nel corso degli ultimi anni e tutte legate da un unico filo conduttore, l’amore nelle sue molteplici declinazioni… L’amore è sempre protagonista e si manifesta nelle storie e nei personaggi che le interpretano: è l’amore per la persona che ci sta accanto, l’amore per il prossimo sofferente, l’amore che sa attendere e perdonare, l’amore che diventa eroismo fino al sacrificio della propria vita, l’amore che sopravvive oltre il tempo e si riveste di eterno, l’amore per gli amici a quattro zampe che fedeli e silenziosi accompagnano il nostro cammino e infine anche l’amore offeso, umiliato e violato… L’amore è la sola cosa che rimane e non viene mai perduta: nemmeno la morte può sconfiggere questo sentimento che contiene l’essenza dell’infinito e lega indissolubilmente la terra al Cielo, noi a chi è già passato oltre.

“Ci sono anime chiamate penne. Ci sono fiati che si svelano con l’inchiostro… C’è un mondo, un intero universo di parole, quelle che l’autrice di questa delicata raccolta di racconti, Rita Muscardin, raccoglie in un prezioso scrigno, un caleidoscopio di immagini in grado di mettere in contatto presente, passato e ipotesi di futuro… La narrazione è fluida la linearità espressiva e contenutistica di Rita Muscardin ben si plasma con la genesi delle storie che è sempre legata agli affetti, alle “cose di tutti i giorni”, al “comune sentire” ed è significativa della voglia di raccontare dell’autrice: un desiderio intenso di narrare eventi fantasiosi, verità dolorose o situazioni della semplice realtà del quotidiano, del vissuto e sono la testimonianza della spontaneità e della immediatezza trasportata dalla Muscardin in questa sua raccolta.

Lucrezia Maggi

La pubblicazione di questo libro è il dono riservato al vincitore del primo premio nella sezione narrativa al Premio Letterario Nazionale “Città di Taranto” organizzato dall’Associazione Culturale “Le Muse Project”.